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13 gennaio, 2008

La camera si è riempita di buio...

Deserto © - 2008 Bruno Olivieri - www.brunoolivieri.com
... Solo con grande fatica si può distinguere il biancore del letto, e tutto il resto è nero.
Fra poco dovrebbe levarsi la luna.
Farà in tempo, Drogo, a vederla o dovrà andarsene prima? La porta della camera palpita con uno scricchiolìo leggero. Forse è un soffio di vento, un semplice risucchio d'aria di queste inquiete notti di primavera. Forse è invece lei che è entrata, con passo silenzioso, e adesso sta avvicinandosi alla poltrona di Drogo. Facendosi forza, Giovanni raddrizza un po' il busto, si assesta con una mano il colletto dell'uniforme, dà ancora uno sguardo fuori dalla finestra, una brevissima occhiata, per l'ultima sua porzione di stelle. Poi nel buio, benché nessuno lo veda, sorride.

da "Il Deserto dei Tartari" di DIno Buzzati.

07 novembre, 2006

Libero, senza guinzaglio.

Hulk non c'è più.
Mercoledì scorso lo salutai frettolosamente prima di partire per Lucca per il "Comics and Games 2006", nonostante mi resi conto che l'aggravarsi del suo male lo rendeva ancora più sofferente rispetto a qualche giorno prima.
Speravo di riuscire a fare ritorno in tempo dal viaggio, dato che in cuor mio sospettavo il peggio e avrei tanto voluto essere presente in caso di una decisione estrema. Purtroppo non è stato così.
Già dal giorno successivo la mia partenza le notizie da casa incalzavano in un susseguirsi di preoccupanti resoconti, fino a farmi prendere in accordo con mia moglie, rimasta a casa ad accudirlo, rassicurati dalle premure del veterinario, quella estrema decisione per evitare inutili sofferenze al mio amico di quattordici anni di vita assieme.
Ci piace pensare che egli sia andato a fare la passeggiata più lunga della sua vita, libero per i prati, senza guinzaglio e museruola. L'ultima. Infinita.
Di lui ho detto e scritto tanto e ancora molto potrei dire e scrivere. Proprio in un post del 2 ottobre scorso, raccontavo della sua compagnia durante le lunghe ore del mio lavoro.
Ancora adesso, mentre scrivo, evito di fare movimenti bruschi con la sedia pensando che egli sia ancora li, accucciato ai miei piedi e vorrei evitare di fargli del male.

12 maggio, 2006

Ready to take-off...

Pochi minuti fa, da un sms dell'amico Fabrizio Lo Bianco ho appreso la notizia della scomparsa di Ferdinando Tacconi, un grande del fumetto italiano.
Del suo lavoro ricordo, tra le altre, le appassionanti storie degli "Aristocratici" pubblicate negli anni '70 sul "Corriere dei Ragazzi" e ricordo le ore passate a leggerle nascondendo l'albo dietro l'atlante di geografia che, date le dimensioni, era l'unico che riuscisse a celare il piccolo inganno che perpetravo ai danni di mia madre, illudendola della mia vocazione per la geografia, piuttosto che per quella per i fumetti.
Di Nando, ho il ricordo di un'uomo garbato e gentile. Quando molti anni dopo lo conobbi, gli raccontai l'aneddoto dell'atlante di geografia e lui mi parve quasi dispiaciuto per aver contribuito a distogliere l'attenzione di un'adolescente dai suoi studi.
Con Nando condividevamo la passione per gli aerei e, durante una cena, passammo quasi tutto il tempo a disquisire sui vari modelli e sui progressi tecnologici degli ultimi anni.
Mi piace pensare che adesso sia in volo, a bordo di uno "Spitfire MK II", mentre sorvola uno di quei punti d'osservazione situati lungo le coste della Sardegna durante l'ultimo conflitto, nei quali egli prestò servizio e che furono spesso oggetto dei suoi ricordi.
Ciao Nando, are you ready to take-off?